c. 7v
- Carta
- c. 7v
- Trascrizione e note
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Si quis derobaverit aliquam personam in via publica in teretorio Lavine, solvat pro banno libras V Ianue et restituat ablataa; et si non poterit solvere, puniatur secundum ius; nisi hoc fecerit, parabola et licentia iustitie, vel si persona derobata dare debuisset aliquid persone derobanti et de ipsum non potuisse habere solutionem vel rationem.
a oblata nel testo, corr. M2
25 § e. De illis qui erunt capti vel detenti in ere vel in persona pro aliquo de LavinaSi quis detenptus vel captus fuerit in aere vel in persona pro aliquo de Lavina, aliqua occasione vel facto in aliqua parte illa persona pro qua captus vel de temptus fuerit dictus captus vel detemptus, teneatur in dannum conservare ab omni danno quod inde fuerit passus usque ad octo dies proximi post ipsam presaliam factaque sub penna s. XX Ianue sed de s. XX superius; et de s. XX inferius, s. X Ianue et III denariisa, sive aliquo extimo et restitutione omnium dannorum et expensarum et credatur per ei sacramentum de ipsi si fuerit homo bone fame usque in s. XX Ianue si ita obligatione noluerit captum et detemptus, possit et valet autoritate iustitie bona ipsi debittoris pro quo captus fuerit acipere et dicta bona sive tantumb de ipsis vendere et vendi facere ad incantum ex quibus sit integre sibi /
- Traduzione
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Se uno avrà derubato qualcuno lungo la strada pubblica nel territorio di Lavina, paghi una multa di cinque lire genovesi e restituisca il maltolto, ma se non potrà farlo, sia punito secondo la legge; fatto salvo se invece non lo avrà fatto per pronunciamento e decisione della giustizia o se la persona derubata avesse già dovuto dare qualcosa alla persona che lo avrà derubato e di ciò non potesse aver avuto ragione.
25 § e. Riguardo a coloro i quali saranno presi per denaro o in persona da parte di qualcuno di LavinaSe uno sarà stato detenuto o preso nelle sue sostanze o personalmente a nome di qualcuno di Lavina, per qualunque motivo legale, quella persona a nome della quale sarà stato preso o tenuto, sia tenuta a conservarlo indenne da ogni danno che potesse occorrere entro otto giorni dall’avvenuto suo prelievo sotto la pena di venti soldi genovesi, ovvero se sarà stato detenuto per una cifra superiore a venti soldi; se invece sarà stato detenuto per una cifra inferiore a venti soldi, allora dieci soldi e tre denari, fatto salvo un’ulteriore stima e con la restituzione di tutto il denaro e le spese e gli si creda sulla base di un semplice giuramento, se sarà uomo di buona fama, entro la cifra di venti soldi genovesi, se non intenderà rispettare l’obbligo, allora a colui che sarà stato detenuto per suo conto, sia lecito per autorità della legge gli sia lecito prendere i beni del debitore e venderli o farli vendere all’asta, nella misura in cui /
- Media
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