c. 11r
- Carta
- c. 11r
- Trascrizione e note
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Omnium Sanctorum usque ad chalendas martii, solvat quolibet bestia grosa de nocte denarios VI et de die denarios IIII Ianue et tropatus ovium et caprarum capratus de nocte s. III et de die s. II, inteligatur capratus caprarum quinque et quinque supra, et totidem pro menda et plus, si plus esset dannum et bestie minute, a X oves inferius a V capre inferius ut supra est espresum.
2 § a. De bestiis vastantibus alienas brocas, ficum, castanee, oblis de canibus et brotis vitiumaSi alique bestie vastaverint alienas ficus, castanea, oblis, cane, bloctos vitium, solvat de brochis due ficum d. I et de brotis III vitium d. I; et de capita ficum d. IIII et de IIII oblis de canibus d. I; et de brochis et brotis, in ussub et in provisione extimatorum, si valere deberentc et que valent estimant et de capite castaneed, solvat d. I tantum pro emenda.
a è presente un "56" in lapis rosso nel margine esterno
b in ussu nel testo, si visu corr. M2
c deberem nel testo, deberent corr. M2
d capita castane nel testo, capite castanee corr. M2
e menda nel testo, emenda corr. M2
3 § b. De incidentibus alienas canasSi <quis> inciderit alienas canas in alieno caneto a sex supra, solvat pro bano denarios VI Ianue et totidem pro emenda et plus si dannum erit plus; et a sex inferius usque a tres, bannorum denarios III Ianue et emenda totidem.
- Traduzione
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di Ognissanti, sino alle calende di marzo, paghi per ogni animale di grossa taglia sei denari, se di notte e quattro denari, se di giorno e per il gregge di pecore e il branco di capre, tre soldi, se di notte e due, se di giorno e considerato il branco di capre, di cinque o più esemplari, risarcisca anche ogni danno e di più, se il danno sarà maggiore e gli animali di piccola taglia da meno di dieci pecore a meno di cinque capre, secondo quanto suddetto.
a si ipotizza la caduta di parte del testo dell’antigrafo, a giustificazione della mancanza di connessione logico-sintattica
2 § a. Riguardo alle bestie che danneggiano germogli altrui, fichi, castagne, barbocchi di canne e brotti di vitiSe un animale avrà danneggiato i fichi, le castagne, i germogli, le canne, i brotti delle viti si paghi un denaro per due germogli di fico e un denaro per tre brotti di vite; invece si paghino quattro denari per una pianta di fico e un denaro per quattrocanne da trapiantare; invece, riguardo ai germogli di canna e di vite, se anche i germogli di castagno saranno valsi e se gli estimatori avranno stimato che valgano abbastanza, secondo uso e loro parere, si paghi un denaro e altrettanto come risarcimento.
3 § b. Riguardo a coloro i quali tagliano le canne altruiSe uno avrà tagliato delle canne nel canneto di un altro, se saranno state più di sei, paghi una multa di sei denari di Genova e altrettanto come risarcimento e di più, se il danno sarà stato maggiore; invece, se saranno state da tre a sei, paghi tre denari di Genova e altrettanti come risarcimento. /
- Media
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