Archivio
Il progetto al momento ha previsto lo studio e la digitalizzazione delle pergamene di Cenova (1294-1481) e dello statuto di Lavina (XV secolo) conservati presso l'archivio storico del Comune di Rezzo.
La prima menzione delle pergamene di Cenova e dello statuto di Lavina si trova in una nota manoscritta dell'aprile 1868 di Girolamo Rossi (1831 - 1914) . L'erudito ventimigliese, presumibilmente a partire da quell'anno, ne diventava il custode sino alla sua stessa morte, conservandole nella propria biblioteca.
Nel 1944, a seguito dei bombardamenti francesi sulla città di Ventimiglia, che avevano colpito Casa Rossi, Nino Lamboglia si promosse per il salvataggio della biblioteca, che versava in condizioni critiche, soprattutto per quanto riguardava i manoscritti danneggiati dalle piogge.
Presi quindi in consegna dall'Istituto di Studi Liguri, i documenti furono trasferiti nella sacrestia della chiesa di San Francesco, dove già si trovava ricoverato il patrimonio della Biblioteca Aprosiana di Ventimiglia. Da lì, il Lamboglia si occupò personalmente di portare a Sasso (Bordighera) l'insieme dei materiali, caricandoli sul portapacchi della propria bicicletta riuscendo "ad infilare l'ora giusta, e al passaggio del prezioso carico il cannone come per incanto taceva".
La Biblioteca fu quindi divisa: i documenti ed i codici, considerati i beni più preziosi, furono murati in un rifugio a San Remo, dove rimasero sino alla fine della guerra; la parte libraria restò invece a Sasso. Sul finire degli anni '40, la Biblioteca del Rossi fu ricongiunta presso la sede dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri, in Villa Bicknell, dove si trova tutt'oggi.
Le pergamene di Cenova e gli statuti di Lavina, furono riconsegnate al Comune di Rezzo nel 1990 ed oggi sono conservate nell'Archivio storico.





















































































































